Baia di Grotticelle - Capo Vaticano In tempi antichi il Capo era un promontorio sacro noto in tutta la Magna Grecia, poiché qui sacerdoti e indovini scrutavano il futuro. Ivi si trovava il porto Ercole, ubicato forse nella vallata del torrente Ruffa. A monte della foce esistono, difatti, resti interrati di grosse mura, probabilmente fondamenta di magazzini per merci da trasportare via mare.

Gli antichi conobbero il promontorio di Capo Vaticano e lo indicarono sulle loro carte col nome di "Taurianum Promontorium", nome che, in epoca romana, fu cambiato in "Promontorio Vaticano". Vaticano deriva da "Vaticinium", termine latino che indica predizione, responso. La tradizione vuole che, nell’antichità, sul promontorio vi fosse un oracolo cui i naviganti, che discendevano la costa tirrenica, si rivolgevano prima di affrontare i vortici di Scilla e Cariddi (le correnti marine dello stretto).
Ed è qui che è nata la leggenda della profetessa Manto: la profetessa dimorava in una grotta fra le rupi del Capo, di fronte allo scoglio che da Lei prese il nome; Mantineo, infatti, deriva dal greco 'Manteuo' che significa: 'do responsi' ("comunicare la volontà divina"), ad essa i naviganti portavano doni ed in cambio ricevevano il responso.

 

Nel XVI secolo Don Pedro di Toledo, vicerè di Napoli, fece erigere nel territorio del Regno 366 torri di avvistamento lungo le coste. I Torrieri, deputati alla custodia delle stesse, avevano il compito di segnalare con fuochi e spari agli abitanti del posto e alla torre successiva che dal mare stavano giungendo i pirati e bisognava opporsi al loro approdo con le armi. Nel territorio di Ricadi, quelle superstiti sono tre: Torre Marrana (a Brivadi), Torre Ruffa (a San Nicolò) e Torre Balì (a Santa Domenica).

Originariamente erano sette: Torre Marrana, Fortino Santa Maria, Torre Santa Maria, Torre Capo Vaticano, Torre Ruffa, Torre Marino e Torre Balì dove abitava il comandante di tutte le torri e ove vi era l'occorrente per organizzare la difesa e dare l’allarme con lingue di fuoco di notte e con una colonna di fumo di giorno. Alcune di queste torri hanno forma cilindrica, altre tronco-conica e sono localizzate a circa tre chilometri di distanza l'una dall'altra.

Fra le peculiarità di Capo Vaticano ricordiamo:
il Faro che è stato costruito nel 1870, ma attivato 15 anni dopo. Si poggia su di una roccia di oltre 110 mt sul livello del mare.
Ed è appunto qui che ci riporta il mito della profetessa Manto e dell’oracolo al quale i naviganti del luogo si rivolgevano prima di affrontare il mare.
Costa vaticana


La Baia di Grotticelle:
tenendosi sulla destra verso il punta a forma di triangolo e costeggiando la spiaggia, si arriva ad una bellissima grotta che spunta nel mare; nei giorni di bassa marea è possibile vedere anche una spiaggetta internamente alla grotta.
La Baia di Santa Maria: è noto il caratteristico borgo di pescatori.

La Spiaggetta Praja di Fuoco: incantevole insenatura di mare limpido.

La Chiesa di S. Maria Lauretana: luogo di culto risale al XVI secolo, ma l’attuale struttura è stata edificata all’inizio del XIX secolo.

Formicoli: Forum Herculis, dove il possente semidio, di ritorno dalla Spagna coi suoi armenti, trovò abbondanti pascoli; qui è stata scoperta una necropoli bizantina.


La frazione di Lampazzone:
in questo luogo si può vedere, ancora funzionante, un mulino ad acqua costruito nel 1700.

Il Museo d’Arte Contadina (a Ricadi): espone circa cinquecento reperti che raccontano vari momenti di vita rurale, attrezzi ed utensili per la lavorazione del lino e delle fibre di ginestra, nonché vasellami vari.